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ITALIA 🇮🇹

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📷 @jlu2789 📍 #Roma ⠀ Se volete trascorrere una giornata immersi nel verde ma anche nella cultura potete passeggiare nella magnifica cornice del colle Aventino. Nella zona del Circo Massimo, il colle Aventino è conosciuto per le bellissime chiese di origine medievale,  Santa Sabina, Sant’ Anselmo, Santa Prisca, Sant’Alessio, San Saba e Santa Balbina, ma anche per il suo Roseto Comunale, con i suoi 10.000 metri quadri è trai più belli al mondo, e per il Giardino degli Aranci da cui si gode di un panorama suggestivo. La particolarità di camminare lungo le vie dell’ Aventino è che si esce dal caos e dalla frenesia che avvolgono Roma giornalmente, la zona è infatti molto tranquilla e silenziosa. C ‘è una piccola ‘sorpresa’ per chi vuole godersi un panorama suggestivo : il buco della serratura della porta del Priorato dei Cavalieri di Malta. Proseguendo dopo il Giardino degli Aranci, a Piazza Cavalieri di Malta vi è la Villa del Priorato di Malta. Se la porta della villa è chiusa troverete sicuramente delle persone in fila. Stanno aspettando di poter poggiare l’occhio sul grande portone e di guardare attraverso il buco della serratura. Qui si può ammirare una splendida prospettiva della Cupola di San Pietro, che appare lungo il viale dei Giardini dell’ Ordine, costeggiato da alberi. La vista è davvero emozionante sia di giorno che di notte, e  inaspettata per chi non ne è a conoscenza. E’ sicuramente un’ occasione per scattare delle foto particolari della vista del “Cuppolone”. Non c’è mai una lunga fila e in ogni caso l’attesa sarà comunque ripagata, soprattutto se non vi capita di passare in questa zona di frequente. Il buco della serratura è infatti un gioco prospettico che può rendere la vista della Cupola diversa dal solito, ed emozionante. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #ig_italia_borghiecitta #italy at Villa del Priorato di Malta

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📷 @graywmitchellphoto 📍 #CinqueTerre Quella che vedete in foto è Manarola, antico borgo della Riviera ligure di Levante, è una frazione del comune di Riomaggiore, in provincia della Spezia, e costituisce una delle Cinque Terre. Una posizione privilegiata per ammirare la magnifica struttura del borgo è Punta Bonfiglio su cui si snoda un camminamento costruito dai manarolesi aperto nel 1968, che permette di collegare la Marina con lo scalo di Palaedo. Sulla parte più alta di Punta Bonfiglio sorge il piccolo cimitero del paese. Molto suggestivo è inoltre l'ultimo tratto di Via Belvedere che costituisce un vero e proprio balcone a picco sul mare, terminando in una panoramica piazzetta dedicata ad Eugenio Montale, sulla cui targa sono riportati i primi versi della poesia Riviere. ⠀ Approfondisci la conoscenza del territorio ammirando altre splendide foto come questa, seguendo le community @ig_liguria_ & @ig.cinqueterre Per entrare a far parte della nostra gallery utilizzate il nostro hashtag ufficiale e taggate le vostre foto. ⠀ #ig_italia 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook at Manarola

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📷 @ken4photo 📍 #Bologna Le torri di Bologna, strutture con funzione sia militare sia gentilizia di origine medievale, sono uno dei tratti più caratteristici della città. Tra il XII ed il XIII secolo il numero delle torri innalzate nella città era molto grande: nel tempo di massima fioritura se ne contavano fino a 100, oggi ne sono sopravvissute 24, le due torri più famose sono la Torre degli Asinellie quella della Garisenda. Le ragioni per cui vennero innalzate tante torri non sono ancora chiare, ma si pensa che le famiglie più ricche, nel periodo di lotta per le investiture filo-imperiali e filo-papali, le utilizzassero come strumento di offesa e/o di difesa e come simbolo di potere. Una destinazione prevalentemente abitativa (ma allo stesso tempo difensiva) ebbero invece le cosiddette case-torri, di altezza mediamente più ridotta, dotate di più aperture, di una pianta spesso rettangolare e di mura meno spesse. Oltre alle torri e alle case-torri, sono ancora visibili alcuni "torresotti", fortificazioni innalzate in corrispondenza delle porte della seconda cerchia di mura del XII secolo (mura dei Torresotti o del Mille), che fu quasi completamente abbattuta. Nel corso del XIII secolo molte torri furono mozzate o demolite, altre crollarono. In epoche successive furono utilizzate in diversi modi: carceri, torri civiche, negozi, abitazioni. Le ultime demolizioni avvennero nel XX secoloinsieme alla cerchia di mura del XIV secolo, secondo un ambizioso e - con gli occhi di oggi - sciagurato piano di ristrutturazione urbanistica (le torri Artenisi e Riccadonna, che sorgevano nel "Mercato di mezzo" nei pressi dell'Asinelli e della Garisenda, furono abbattute nel 1919, in precedenza era stata abbattuta la Conforti (1918) Recentemente si sono aggiunte le "torri" del distretto fieristico (quartiere San Donato) dell'architetto giapponese Kenzo Tange, così come la Torre Unipol, che richiamano in chiave moderna la tradizione architettonica della città. 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy at Bologna, Italy

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📷 @igandrew95 📍 #Noto ⠀ Noto ha origini antichissime, ma per come oggi appare è il frutto della ricostruzione dopo il devastante terremoto del 1693 che la distrusse completamente. Venne così ricostruita su un luogo più ampio e sicuro, con impianto lineare, strade parallele e ampie, utilizzando la pietra locale calcarea chiara e compatta, a cui il tempo ha conferito un meraviglioso color oro con sfumature tendenti al rosa. Furono chiamati gli artisti più brillanti dell’epoca da tutta la Sicilia, che la progettarono come la scenografia di un film, studiando le prospettive per renderla perfetta. Le strade principali sono tre e scorrono da est a ovest, l’obiettivo è che il sole le illumini sempre. L’ingresso al centro storico è annunciato dalla Porta Reale, un impattante arco di trionfo dell’800, costruito per la visita del re Ferdinando II di Borbone detto il re delle due Sicilie. Davanti a Voi si aprirà l’asse principale della città Corso Vittorio Emanuele. Percorrendo pochi metri, giungerete nella prima delle tre piazze , Piazza Immacolata. Qui in cima ad un’imponente scalinata troverete la chiesa di San Francesco all’Immacolata, caratterizzata da una bellissima e semplice facciata barocca. All’interno troverete un ricordo della “noto antica” , sull’altare la vergine col bambino dipinta su legno (opera attribuita a Monachello 1564). sinistra della chiesa di San Francesco vedrete l’elegante monastero di S.s. Salvatore con la bellissima torre e il belvedere. Dalla parte opposta l’ex convento di clausura di Santa Chiara. Continuando a percorrere Corso Vittorio Emanuele arriverete a piazza municipio, dove potrete ammirare la Cattedrale e Palazzo Ducezio. Percorrendo ancora qualche metro rallenterete d’un tratto: la vostra attenzione verrà catturata da una via Nicolaci, una strada in pendenza delimitata da bellissimi palazzi barocchi, caratterizzati da balconcini molto fantasiosi, adornati da sirene, putti, cavalli e perfino leoni e personaggi della mitologia. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #ig_italia_borghiecitta #italy ⠀ at Noto, Italy

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📷 @quella_siciliana 📍 #Caltagirone ⠀ La città di Caltagirone si trova su un colle circondato dai monti erei in una bella zona in provincia di Catania: a un primo sguardo Caltagirone ipnotizza con il suo agglomerato di case color sabbia, compatte sull’altura.  Anche se le origini della città sono antichissime, il suo centro storico è stato ricostruito interamente dopo il tragico terremoto del 1693, tant’è che oggi,  grazie alle forme voluttuose e scenografiche di allora, il cuore del paese rappresenta una perla del barocco siciliano. Da vedere, oltre a svariate chiese, palazzi e ville nell’esuberante stile settecentesco, vi è senza dubbio la scala di Santa Maria al Monte, forse più nota del paese stesso. Parliamo infatti di una lunghissima scalinata di collegamento fra la parte vecchia e quella nuova ( più in basso) della città con 142 gradini, le cui alzate sono state rivestite con le colorate piastrelle in terracotta invetriata. Molti non sanno che anche se la scala fu costruita nel Seicento da Giuseppe Giacalone, la famosa decorazione risale in realtà soltanto al 1954 e la si deve al maestro Antonio Ragona. Ricordate poi che per vedere quest’opera così particolare al massimo del suo splendore il momento migliore è rappresentato dalla festa di San Giacomo del 25 e 25 luglio. Durante una visita a Caltagirone non dovreste perdervi il piacere di curiosare fra le tante botteghe che portano avanti la tradizione della ceramica (e rientrare a casa con un oggetto pregiato). La lavorazione della terracotta qui è presente fin dall’antichità poiché la città sorge su un terreno ricco di argilla. Le testimonianze di quest’attività che ci arrivano dal passato più remoto sono continue a partire dalla preistoria fino all’epoca greca. Ed è nel Medioevo che si ha la vera svolta: è in questo periodo infatti che si diffuse anche nella città siciliana la tecnica della “invetriatura” (non fate l’errore di confonderla con la porcellana che è tutt’altra cosa!) con la quale prese il via la produzione sempre più sofisticata di vasellame, piastrelle, mosaici dai colori brillanti. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia at Caltagirone

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📷 @sennarelax 📍 #Toscana#Buongiorno ragazzi, la Toscana è passata attraverso più di 2000 anni di storia: è stata abitata dal misterioso popolo degli Etruschi e dalla grande civiltà romana, ha visto nascere il Rinascimento ed alcuni dei più celebri artisti, letterati e scienziati del passato. La Toscana per questo conserva un patrimonio storico-artistico e letterario unico al mondo. Vi sono tanti ottimi motivi per scegliere di visitare la Toscana.Molti decidono di trascorrere il loro soggiorno in Toscana per poterne apprezzare la straordinaria offerta artistica e culturale, mentre altri preferiscono una vacanza nella natura degli splendidi paesaggi toscani. Gli amanti della buona tavola e appassionati dei vini vengono in Toscana per poter gustare i sapori semplici e genuini dei piatti e dei vini locali. Chi ama camminare invece sceglie i sentieri delle montagne, i ciclisti le colline curvose, gli amanti del mare le coste e le isole. Gli studenti stranieri scelgono infine la Toscana per imparare la lingua e la cultura italiana. Ci sono talmente tante cose interessanti da fare e vedere in Toscana che talvolta è difficile scegliere da dove iniziare. Certamente Firenze, Siena e Pisa sono tra le mete principali, ma la lista delle "città d'arte" toscane è molto più lunga e comprende anche Arezzo, Cortona, San Gimignano e Lucca, solo per citarne alcune. Speriamo che la nostra guida vi sarà utile nell' organizzare il vostro prossimo viaggio alla scoperta della Toscana , certi che più la conoscerete e più sembrerà anche a voi meravigliosa. Approfondisci la conoscenza del territorio ammirando altre splendide foto come questa, seguendo la community @ig_toscana_ Per entrare a far parte della nostra gallery utilizzate il nostro hashtag ufficiale e taggate le vostre foto. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #ig_italia_borghiecitta #italy at Tuscany

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📷 @mindz.eye 📍 #Venezia ⠀ Venezia, come altre città , è piena di "leggende metropolitane" oggi abbiamo voluto raccontarvene alcune. Esiste o no la terza colonna del molo di San Marco? Esiste si, sotto 5 metri di fango esattamente di fronte le due esistenti. Come mai non la issano a terra? Perché non ci sono ancora le tecniche per farlo: verità o bugie? Come anche la nave in legno tra le colonne di Marco e Todaro. Esiste da anni ma nessuno si sogna di andarla a recuperare. C'é addirittura l'albero maestro intatto o perlomeno esce ancora dalla nave. Infatti tutte le imbarcazioni a motore fanno il giro largo per non comprometterne la quasi integrità: sarà vero ? E che ne dire della striscia delle strisce in marmo del selciato di piazza S. Marco? La storia ci dice che chi camminava a "fare liston" sopra quelle righe si proclamava un gay in cerca del partner. Mah! La pietra rossa del sottoportico di corte Zorzi. Si dice che chi pesta la pietra rossa vada male all'esame di scuola (è nella strada che va al Sarpi) o che porti sfiga. Una volta si diceva che lì si fermò la peste...lasciamo perdere. Nella calle degli albanesi a S. Marco una zona del muro in pietra d'Istria delle prigioni nuove è consumata. Si dice che sia così perché le guardie si appoggiavano con la schiena sempre là quando prestavano il servizio all'esterno. Secondo me dovevano grattarsi la schiena spesso e per 1000 anni per avere quel risultato. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #venezia at Venice, Italy

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📷 @julian_h501 📍 #Roma La costruzione dell'attuale basilica di San Pietro fu iniziata il 18 aprile 1506 sotto papa Giulio II e si concluse nel 1626, durante il pontificato di papa Urbano VIII, mentre la sistemazione della piazza antistante si concluse solo nel 1667. Si tratta tuttavia di una ricostruzione, dato che nello stesso sito, prima dell'odierna basilica, ne sorgeva un'altra risalente al IV secolo, fatta costruire dall'imperatore romano Costantino Isull'area del circo di Nerone e di una contigua necropoli dove la tradizione vuole che san Pietro, il primo degli apostoli di Gesù, fosse stato sepolto dopo la sua crocifissione. Oggi è possibile solo immaginare l'imponenza di questo edificio, immortalata soltanto in alcune raffigurazioni artistiche: l'impianto, arricchito nel corso dei secoli con preziose opere d'arte, era suddiviso in cinque navate con copertura lignea e presentava analogie con quello della basilica di San Paolo fuori le mura, aveva 120 altari di cui 27 dedicati alla Madonna. 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #sanpietro at Rome, Italy

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📷 @nick_abbrey 📍 #Milano ⠀ Da quando è stata restaurata. in occasione di Expo, la Galleria Vittorio Emanuele II, nel centro di Milano, ha ritrovato l’originario splendore. Con la bella stagione, aumentano le occasioni per visitarla: in notturna, alle prima luci dell’alba, o ancora accompagnati dall’architetto Giuseppe Mengoni, che ne fu l’autore. Visite spettacolari che permettono di ammirare da vicino stucchi affreschi e decorazioni in ferro, ma anche di conoscere una storia recente (la galleria è di fine Ottocento) ma poco nota e ricca di sorprese. La prima idea di una via commerciale che collegasse piazza Domo a piazza della Scala viene attribuita nel 1839 al patriota e scrittore Carlo Cattaneo, ma solo nel 1860 il Comune, ottenuti i permessi necessari per le espropriazioni, poté bandire il concorso di realizzazione. In mancanza di vincoli definiti, partecipò un numero altissimo di progetti, ma nessuno fu scelto. Nel 1863, al terzo bando, fu scelto il progetto di Giuseppe Mengoni (1829-1877), architetto e ingegnere emiliano, a condizione che fosse disponibile ad alcune modifiche. Prima fra tutte, realizzare una galleria a croce, con due bracci di lunghezza differente, anziché una unica come aveva proposto lo stesso Mengoni.  Il Comune aveva già deciso in occasione del primo bando di dedicare la galleria a re Vittorio Emanuele II e fu proprio il sovrano, il 7 marzo 1865, a posare la prima pietra alla presenza, fra le molte autorità, dell’allora sindaco di Milano Antonio Beretta. Il braccio principale, ugello che collega piazza Duomo a piazza della Scala, misura 196,6, l’altro, più corto, misura 105,1 metri.  All'intersezione si trova lo spazio sormontato dalla cupola, chiamato "ottagono" per la sua forma ottenuta dal taglio dei quattro angoli all'incrocio delle due gallerie. Le cime delle quattro pareti derivate dal taglio sono ornate ognuna da una lunetta dipinta, larga 15 metri e di altezza massima di 7 metri, che rappresenta un diverso continente ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy ⠀ at Milan, Italy

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📷 @nastasiaspassport 📍 #PolignanoAMare Polignano a Mare, la “Sorrento di Puglia” , non starebbe là dove si trova oggi se un falchetto non avesse scelto di fermarsi proprio su quello scoglio. Ce lo dice la leggenda, secondo cui la flotta di Gaio Mario fu sorpresa da una tempesta mentre veleggiava in soccorso di Catulo. Il console romano liberò allora il suo falchetto: dove si fosse posato, lì lui e i suoi uomini avrebbero preso riparo e fondato una nuova città. Il falchetto atterrò sul dirupo di Polignano a Mare. E lì, da più di venti secoli, sta ancora, impresso e ricordato per sempre nello stemma della città di Polignano a Mare. Se la leggenda aleggia accarezzando il mito, la storia tiene i piedi per terra e attribuisce la paternità della fondazione a Dionisio il Giovane, nel IV secolo a.C., che su questo sperone di roccia istituì un presidio per garantirsi la sicurezza delle rotte commerciali e militari in Adriatico. In realtà l’origine di Polignano a Mare potrebbe essere ancora più antica, visto che in tutta l’area del sud est barese sono state trovate tracce di vita organizzata risalenti al Neolitico: la vicinanza ai corsi d’acqua ed il clima mite incoraggiarono fin da allora gli insediamenti umani. ⠀ Approfondisci la conoscenza del territorio ammirando altre splendide foto come questa, seguendo le community di @ig_puglia_ & @ig_bari_ Per entrare a far parte della nostra gallery utilizzate il nostro hashtag ufficiale e taggate le vostre foto. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy #polignano #italia at Polignano a Mare

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📷 @alepetra_ 📍 #Ischia ⠀ Tra le incantevoli isole che chiudono a cerchio il golfo di Napoli, Ischia non è soltanto la più grande ma è anche la più varia per le tante e continue scoperte che riserva a chi è veramente intenzionato a conoscerla a fondo. Quest'isola, di forma trapezoidale, di circa 46 chilometri quadrati, con uno sviluppo costiero di circa 34 chilometri, gode di una tra le più privilegiate posizioni geografiche del mondo ed è uno dei luoghi più favoriti dal punto di vista climatico. In essa spiagge ampie e assolate si alternano a riposanti pinete mentre la campagna e le verdi colline, le balze rocciose del dominante monte Epomeo, la cui vetta raggiunge i 789 metri sul livello del mare, creano una varietà infinita di paesaggi da godere e offrono molteplici possibilità di ritempranti passeggiate e attraenti escursioni. L'isola d'Ischia, di origine vulcanica, racchiude infine nel suo sottosuolo, come affermava già Strabone, autentiche “miniere d'oro” per la straordinaria efficacia curativa dei suoi otto bacini termominerali e delle sue ancor più numerose sorgenti, stufe, fumarole ed arene. Ischia è città antichissima, conosciuta fin dalle remote età per l'industria dei vasi di creta dai quali, secondo quanto narra Plinio, l'Isola trasse uno dei suoi nomi, Pithaecusa. Originariamente la sua città sorgeva dove ora si allarga lo specchio d'acqua del porto. Fu l'eruzione del 302 a. C. ad ingoiare il suo borgo antico, originando il lago naturale, trasformato nel 1854 da Ferdinando II di Borbone nell'attuale porto. Oltre a respirare l'aria balsamica d'una vasta e bellissima pineta, collegato ad Ischia da un ponte, sorge dal mare il monumento più importante di tutta l'Isola: il Castello Aragonese. ⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia at Ischia, Italy

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📷 @capra311 📍 #Siena ⠀ Siena si vede sin da lontano risplendere perfetta nel suo equilibrio medievale. I tre colli su cui siede si stagliano in un panorama campestre idilliaco, nel quale i confini dell’antico centro sfumano come un tempo in una campagna che a tratti sembra ancora quella ritratta nell’Allegoria del Buon Governo dipinta da Ambrogio Lorenzetti nelle stanze del Palazzo Pubblico. Siena, intatta per secoli, si mostra oggi in buona misura come appariva nel 1300, e la conservazione di un patrimonio architettonico medievale unico e coerente è una delle ragioni principali per visitare una città splendida, da tempo consapevole della fragilità del suo equilibrio: è stata infatti il primo comune d’Europa a chiudere il centro storico al traffico, già nel 1966. Ma sarebbe sbagliato pensare a Siena come a una città ferma al suo passato, una meta turistica da cartolina dove la vita si è cristallizzata. Al contrario passeggiando per i suoi vicoli si scopre una città viva, vero centro culturale che ospita un’Università vecchia di 750 anni, oltre a istituzioni di prestigio internazionale come l'Accademia Musicale Chigiana, l'Università per Stranieri, e le accademie dei Fisiocritici e degli Intronati. L’epoca di massimo splendore della città, coinciso con l’affermarsi di Siena come rivale di Firenze, venne raggiunta in pieno Medioevo, un periodo che ha visto la città - al culmine della sua evoluzione storico-economica – prendere l’attuale forma: nel corso di pochi decenni vennero eretti lo splendido Palazzo Comunale con l’altissima Torre del Mangia, venne lastricata la bellissima Piazza del Campo con le nervature di travertino a disegnarne la caratteristica forma a conchiglia e venne eretto il famosissimo Duomo.⠀ 👍 Segui tutte le storie nella nostra pagina Facebook 📝 #ig_italia #italia #instagramitalia #ig_italia_borghiecitta #italy ⠀ at Siena, Italy

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