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E luomo parlò con la donna: «Ti amo, e come ma come, è come stringessi nel pugno qualcosa di vetro il mio cuore le dita nel sangue a spezzare, a impazzire» E luomo parlò con la donna: «Ti amo, e come ma come, a chilometri in fondo, a chilometri in piano, al cento per cento, al millecinquecento per cento, a volte infinite di cento per cento» #Hikmet

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64 anni fa - era il 9 ottobre 1953 - Ballantine Books pubblicò per la prima volta #Fahrenheit451 di #RayBradbury. Oggi nella galassia del nostro catalogo sta per nascere una nuova collana: Oscar 451. Un nome che ha un chiaro riferimento letterario... Quindi, nuovo nome, nuova grafica, nuovo concept editoriale.

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#Repost @officialagathachristie “Assassinio sull’Orient Express” come non l’avevamo mai visto finora ・・・ It's all in the details. @wight_noize brings Agatha Christie's #MurderOnTheOrientExpress to life with his incredible #papercraft ahead of the release of #OrientExpressMovie this November. #bookart #booksculpture #books #Bookstagram #BookArt #Books #AgathaChristie #OrientExpressMovie

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Sorprese che accadono alla conferenza stampa di @luccacomicsandgames: @troisi_licia riceve la prima copia del nuovo romanzo della saga del Dominio #ilfuocodiacrab #luccacg17

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“Dove sei, fratello mio? Tu non sei lì dentro. Dentro quella cassa giace un corpo sfiancato dal male, non i tuoi sogni. I tuoi sogni se ne sono andati, volano già altrove. Nel tempo. I tuoi sogni sono il suono della gioia e della vita. E sono l’incubo e la morte. Dove sei, Fryderyk? Non sei lì dentro. Tu sei troppo leggero per morire. Lo vedi il mondo? È tutto qui. Qui per te. E piange. Non è cambiato niente, Fryderyk. Tutto è esattamente come ieri. Ti ha sempre fatto ridere l’idea di far piangere il mondo. Lo so che hai l’animo bianco di un bambino, tu. O forse ha ragione Jozef, che cammina qui accanto a me e che non ha mai sopportato il peso della tua grandezza. #ciochenonmuoremai Con @alfosignorini e tanti ospiti speciali ci vediamo alle 21 all’Auditorium di Milano, in Largo Gustav Mahler, per una serata all’insegna di #Chopin

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A volte i sogni possono essere il rifugio da una realtà ingrata. Ma quando il confine tra sogno e realtà sbiadisce, la situazione può sfuggire di mano. Federico Melani, ventenne di provincia indolente e caratteriale, in rotta con tutto e tutti, comincia a fare un sogno ricorrente. Di più: un sogno seriale, che va avanti con o senza di lui. Lì le cose sono molto diverse rispetto al contesto in cui vive: è atteso con ansia, e intuisce di avere importanti responsabilità. È infatti uno dei delegati, assieme a mostri, dèi ed esseri bizzarri di ogni tipo, a un summit dove si prenderanno decisioni cruciali per il destino di molti mondi. Ma perché tutte le delegazioni hanno tre membri mentre le sedie accanto a lui sono vuote? Dove sono i suoi compagni? Ben presto Federico si ritrova così coinvolto dalla vicenda da preferire il sonno – indotto con metodi più o meno naturali – alla veglia. Sarà l’inizio di un’avventura vertiginosa che lo porterà a stringere inaspettate alleanze, a combattere creature fantastiche e archetipiche, a rubare armi mitologiche e a prendersi cura di una bambina-​imperatrice capace di regalare diverse sorprese. #imperodelsogno

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I giorni successivi li passammo a riposare seduti sul nostro comodo divano, cercando di immaginare come sarebbe stata la nostra nuova vita con il bimbo. Parlavamo anche di come sistemare il giardino, e comprammo online un lettino e dei minuscoli vestitini. Ricordo che in quei giorni rimasi delle ore con la mano appoggiata al suo pancione in attesa di sentire Leonardo che si muoveva. Era tutto fantastico, non ero mai stato così felice. Arrivò il Natale e, come ogni anno, sotto il nostro albero non c’erano regali: non ci piaceva il superfluo e odiavamo il consumismo. Preferivamo aiutare chi ne aveva più bisogno, era una cosa che ci dava gioia. Quando ci alzammo dal letto, baciati dalla timida luce che entrava dalla tapparella quasi del tutto abbassata, ci scambiammo gli auguri e, passandole il telefonino, le dissi: «Marta, ti ho mandato il mio regalo». «Guarda anche sul tuo» fece lei. «Anch’io ti ho mandato il mio!» Erano i messaggi di avvenuta donazione alle onlus che sostenevamo regolarmente; quell’anno, però, per pura coincidenza avevamo sostenuto entrambi la ricerca sulla fibrosi cistica. Mi guardò stupita e disse: «Non ti sembra un segno?». #AndareAvanti #marta4kids @blogdiviaggi

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A ottobre (ma non solo) insieme ad @annasavinithemovie per il mese della prevenzione contro il tumore al seno.

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Ospiti della domenica 😉

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Dopo un viaggio interminabile il piccolo Yang, in Cina studente brillante e figlio unico adorato di genitori benestanti, si ritrova a Milano, senza il padre, costretto a dormire insieme a Mama su giacigli improvvisati nella cucina di una famiglia di conoscenti, alle prese con una lingua di cui non sa nemmeno una parola e circondato da lǎowài, stranieri dagli occhi grandi e naso grosso che si assomigliano un po’ tutti. Tutto per lui è nuovo e difficile, e dopo solo pochi mesi che sembrano però una vita intera, i suoi sogni di bambino si sono già accartocciati l’uno dopo l’altro di fronte alla realtà. A mano a mano che questo accade, lo strappo che la partenza da Jǐnán ha prodotto nel suo giovane cuore di seta avanza, inesorabile e silenzioso. Perché la sua anima è divisa, in bilico, tra la vecchia vita in Cina e la nuova in Yìdàlì, tra vecchie e nuove abitudini, tra la voglia di rispettare la tradizione e la famiglia e il desiderio di affermare se stesso, realizzando i suoi sogni. Come se dentro di lui germogliasse invisibilmente un seme biforcuto, che non sa se svilupparsi verso l’obbedienza o la ribellione. #cuorediseta

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