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Meeting Venice

Visite guidate a Venezia fuori dai soliti circuiti 🔑⁣ ⁣ ✈ Tours: Venezia, Veneto⁣ ✌️ TAG #meetingvenice⁣ ⁣ Scopri le nostre visite guidate a Venezia👇

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Un cancello che (s)batte le ali.⁣ ⁣ Questa è la sensazione ricavata da “Untitled”, opera dell’artista indiana Shilpa Gupta. In effetti di un cancello si tratta, un cancello di quelli tipicamente installati davanti a vialetti di case private per rendere i suoi interni sicuri e isolati. ⁣ Un cancello che continua a sbattere in modo deciso, alternato e ripetitivo contro uno dei muri del Padiglione Centrale ai Giardini. Formando prima delle crepe, poi dei buchi, poi dei solchi decisi. A terra, sotto le due “ali”, sono ammassate le macerie.⁣ ⁣ Il rumore è deciso, secco, fa sobbalzare. Non si può far a meno di fermarsi a osservare quella creatura metallica che pare animata.⁣ ⁣ ⁣ #meetingvenice#biennaledivenezia at La Biennale di Venezia

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Un orologio che non sa indicare l’ora, una bolla che non vuole più scoppiare, una foresta che illumina invece di fare ombra... Tutto questo è "Dysfunctional", una mostra straordinaria visibile fino al 24 novembre 2019 alla Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro #meetingvenice at Galleria Giorgio Franchetti alla Ca' d'Oro

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PILLOLE DI STORIA: LA NOSTRA GUIDA RACCONTA VENEZIA 📍 Calle delle Botteghe Il mestiere dei calzolai è assai antico a Venezia, anche se quest’arte artigianale è oggigiorno quasi del tutto scomparsa in città. La "Confraternita dei calegheri tedeschi" fissò la sua sede in Calle delle Botteghe, lì è ancora visibile un rilievo trecento in pietra d’Istria riproducente delle calzature, e che si ripete all'angolo che la stessa calle forma all'incrocio con la Salizada S. Samuele. I calegheri tedeschi si riunivano in una casa che a fine Quattrocento era stata donata da un calzolaio tedesco per farne un ospizio. Scoprite dal racconto della nostra guida alcuni curiosi aneddoti riguardo la storica corporazione dell'Arte dei Calegheri. #meetingvenice at Venezia, Italia

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Trovare aperto il portone della Chiesa di Sant'Eufemia in Giudecca. Una chiesa d'antichissima fondazione veneto-bizantina del IX, che custodisce al suo interno uno straordinario apparato decorativo. #MeetingVenice at Giudecca

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PILLOLE DI STORIA: LA NOSTRA GUIDA RACCONTA VENEZIA 📍 Salizzada San Samuele Possono i rifiuti diventare glamour? Sì, se invece di considerarli dei semplici prodotti di scarto da gettare via li si trasforma in una risorsa, in uno strumento per ricavare qualcosa di utile e, magari, anche bello a vedersi. E’ in quest’ottica e, soprattutto, in un’ottica di eco sostenibilità e di rispetto per l’ambiente che Maia, giovane veneziana, ha cominciato ad assemblare materiali e utensili di uso quotidiano, donandogli nuova vita. Le taniche di Maya, in cui spesso riecheggiano spiriti di personaggio illustri, emanano luce e creando immagini oniriche e pungenti. Disclaimer In quest’era dominata da pubblicità occulte all’interno dei social media, crediamo sia doveroso specificare che i nostri non sono video con fini pubblicitari, ma nascono semplicemente dalla volontà di mostrarvi attraverso lo schermo di un telefono la nostra città, i suoi volti, esattamente come siamo capaci di viverla quotidianamente. @la_mayumi #MeetingVenice #RealVenice #NOadv #sispontaneita at Venezia, Italia

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“The Spark is you”, il progetto espositivo di Parasol unit fondation for contemporary art, è un prezioso viaggio tra culture e linguaggi differenti, rispettosamente in dialogo tra loro e con il pubblico, in un contesto straordinario, il Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia 🎼 #meetingvenice at Conservatorio Benedetto Marcello

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Incombenze domestiche a Cannaregio 🧺 #meetingvenice at Venezia, Italia

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Al Caffè Florian Fabio Fornasier porta i suoi “calici sotto-vuoto” che si trasformano anche in splendidi lampadari che illuminano il Caffè, il più antico del mondo. Visitabile fino al 15 ottobre #meetingvenice at Caffè Florian

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Il Padiglione Islandese, sotto la curatela di Birta Gudjónsdóttir, ospita “Chromo Sapiens – Hrafnhildur Arnardóttir / Shoplifter” presso un ex magazzino alla Giudecca; lo spazio ospita al suo interno una caverna sensoriale costituita da capelli sintetici 🌈 #meetingvenice at Giudecca

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PILLOLE DI STORIA: LA NOSTRA GUIDA RACCONTA VENEZIA 📍 Calle delle Botteghe, San Marco 2973 (vicino Campo Santo Stefano) Venezia sa riservare sempre piccole sorprese anche per chi ci vive da anni. Tra calli e campielli non si trovano infatti solo bàcari e osterie da scoprire, o negozi di souvenir a basso costo, anzi. Trascurando il luccichio di vetrine di grandi marchi di lusso di case internazionali, Venezia conserva un esclusivo tesoro fatto di peculiari botteghe, come quella di Maurizio Lorenzo, un antiquario veneziano specializzato in Arti Decorative del '900. All’interno della sua piccola bottega custodisce pezzi unici e di grande qualità, provenienti da tutta Europa. Disclaimer In quest’era dominata da pubblicità occulte all’interno dei social media, crediamo sia doveroso specificare che i nostri non sono video con fini pubblicitari, ma nascono semplicemente dalla volontà di mostrarvi attraverso lo schermo di un telefono la nostra città, i suoi volti, esattamente come siamo capaci di viverla quotidianamente. #MeetingVenice #RealVenice #NOadv #sispontaneita at Venice, Italy

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Hillary: The Hillary Clinton Emails Nell’insolita cornice del Despar Teatro Italia, un ex cinema divenuto supermercato, è possibile visitare la mostra di Kenneth Goldsmith, artista e poeta americano, incentrata sullo scandalo emailgate. Fedele alla sua filosofia concettuale basata sull’appropriazione e sul collage di materiali “trovati”, ha messo al centro del progetto le e-mail di Hillary Clinton, protagoniste di uno scandalo che nel 2009 coinvolse l’allora segretario di Stato. Al secondo piano del Despar, la mostra si divide in due parti: da un lato la scultorea pila di fogli stampati, ordinatamente disposti a formare un grande parallelepipedo di carta, dall’altro uno spazio di consultazione, con tavoli e lampade, che i visitatori possono utilizzare per leggere le e-mail. Tappeti, tavoli e bandiere richiamano l’aspetto dello Studio Ovale alla casa bianca, ma in versione minimale e lo-fi. Affacciandosi alla balconata, invece, è possibile vedere una lista di nomi stampati sul tetto degli scaffali del supermarket, tra i quali si aggira, inconsapevole protagonista dell’installazione, la clientela del Despar. #meetingvenice at Teatro Italia Venezia

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Dall’olivo al fico, dal melograno alla palma, dal mirto al cedro, dal melo al salice, sono oltre 450 le specie di piante e alberi, citate nel testo biblico, che danno vita a un piccolo grande tesoro della Venezia ebraica.⁣ ⁣ Il Giardino segreto della Sinagoga Spagnola, 110 metri quadri di pura bellezza, compie appieno quel principio di valorizzazione del legame tra ebraismo e natura.🍃⁣ ⁣ ⁣ #meetingvenice ⁣ at Jewish Ghetto of Venice

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PILLOLE DI STORIA: LA NOSTRA GUIDA RACCONTA VENEZIA 📍 Isola San Michele Il cimitero di San Michele non è solo come luogo di sepoltura, ma soprattutto un libro di storia e galleria d’arte a cielo aperto, nel quale è possibile scorgere magistrali sculture di grandi artisti e le tombe di personaggi che hanno segnato il panorama artistico e letterario internazionale, come Emilio Vedova, Ezra Pound e Olga Rudge, Igor e Vera Stravinskij, Christian Doppler, Sergej Djagilev e Helenio Herrera. Il cimitero è di fondazione napoleonica, come tutti i luoghi sepolcrali d’inizio Ottocento. In origine ospitava il monastero dei camaldolesi, i bianchi monaci che diedero lustro all'isola, con le loro attività di copisti e non solo. Questo cimitero, fin dall'inizio, suscitò grande interesse e seduzione da parte di grandi artisti europei, come Arnold Bocklin e Nietzsche; tanto che quest’ultimo per un certo periodo abitò con un suo amico in una casa alle Fondamente Nuove, a Palazzo Berlendis, le cui finestre davano su San Michele, e ciò lo segnò così tanto da lasciarne traccia anche in alcuni suoi scritti. Un’altra curiosità è che si tratta di un cimitero pluriconfessionale, cioè che ospita defunti appartenenti a diversi credi religiosi, suddividendoli in vari reparti. Scoprite dal racconto della nostra guida alcuni curiosi aneddoti riguardo la storia di questo significativo luogo veneziano!➡️ #meetingvenice at Isola di San Michele

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Il giardino di Palazzo Soranzo Cappello in Rio Marin, nascosto agli occhi del visitatore dalla facciata del palazzo, è uno tra i più rinomati di Venezia. Si ritrovano alcune descrizioni del giardino nelle fonti letterarie ottocentesche, in particolare nelle pagine del romanzo Il Fuoco di Gabriele d’Annunzio, in cui il giardino dei Soranzo è il luogo degli incontri d’amore tra Stelio e Foscarina, e nel racconto Il carteggio Aspern di Henry James, che ambienta proprio in questo palazzo la tormentata ricerca del carteggio del poeta Jeffrey Aspern. 🍃 #meetingvenice at Venice, Italy

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PILLOLE DI STORIA: LA NOSTRA GUIDA RACCONTA VENEZIA 📍 Burano La casa di Bepi protagonista di moltissime cartoline, è senza ombra di dubbio la casa più famosa di Burano. Bepi, al secolo Giuseppe Toselli, oltre ad essere un amante della pittura era anche un appassionato di cinema. Passione nata con il suo lavoro al Cinema Favin, dove era stato impiegato come uomo delle pulizie e manutentore. Quando il cinema chiuse, si mise a vendere caramelle nella Piazza Galuppi di Burano: di qui l'appellativo di Bepi delle Caramelle. La sua casa ogni giorno aveva un disegno in più fino all'anno in cui scomparve, da allora la facciata esterna è rimasta immutata. #meetingvenice #burano #buranoisland at Burano, Veneto, Italy

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A Venezia non è necessario sforzarsi di trovare lo scorcio perfetto, qualsiasi angolo sa impressionare e far sognare ✨🌙 #meetingvenice at Venezia, Italia

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PILLOLE DI STORIA: LA NOSTRA GUIDA RACCONTA VENEZIA 📍 Burano I bussolai, nati per accompagnare i viaggi in mare, sono gli storici biscotti della tradizione veneziana, fatti con i tuorli d’uovo, la farina e una quantità industriale di burro. Si possono trovare in due varianti: rotondi o a forma di “esse”. I primi bussolai erano quelli tondi, a forma di ciambella, buranei come conferma il loro nome, visto che “busa” in dialetto veneziano vuol dire proprio “buco”. Secondo quanto riportano le antiche leggende, questi biscotti venivano preparati in casa dalle mogli dei pescatori e dei marinai in grandi quantità: quando i mariti partivano per mare, ne portavano con sé diversi sacchi, perché erano molto nutrienti e soprattutto si conservavano bene, indurendosi appena con il passare del tempo. L’usanza divenne così diffusa che da gallette dei marinai nelle lunghe traversate, i bussolai divennero presto un dolce consumato soprattutto nel periodo pasquale da tutti gli abitanti di Venezia. #meetingvenice at Burano Island

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“Smarrirsi è l’unico posto dove vale la pena di andare”. Chi indovina la citazione? 🤷🏼‍♀️ #meetingvenice at Palazzo Ducale

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